Cos’è il virtual try-on e cosa cambia per il tuo e-commerce di moda

Il virtual try-on è la prova virtuale di un capo prima dell’acquisto. Il cliente vede il vestito addosso a sé, su una sua foto o con la fotocamera, senza entrare in camerino. Per un e-commerce di moda tocca il punto dove nascono molti resi, cioè il dubbio “come mi starà?”. In questo articolo vediamo come funziona, cosa dicono i dati e cosa serve perché porti vendite e non solo curiosità.

Cos’è il virtual try-on?

Il virtual try-on è una tecnologia che mostra un capo d’abbigliamento indossato dal cliente prima che lo compri. Oggi la versione più diffusa nella moda usa l’intelligenza artificiale per generare una foto realistica della persona con il capo addosso.

In italiano lo trovi anche come prova virtuale o camerino virtuale. Il principio è lo stesso. Si sostituisce il camerino del negozio con un’immagine che risponde alla domanda che ogni cliente online si fa davanti alla scheda prodotto.

Come funziona il virtual try-on su foto?

Il cliente carica una sua foto, sceglie un capo e il sistema genera un’immagine di lui o lei con quel capo addosso. L’AI tiene conto della posa, delle proporzioni e di come il tessuto cade, piega e aderisce.

Google ha spiegato bene il metodo quando ha lanciato la sua prova virtuale. Il modello lavora su due immagini, quella del capo e quella della persona, e genera ogni pixel del capo da zero invece di deformare una foto ritagliata. È questo che rende credibili pieghe e drappeggi, che con le tecniche più vecchie sembravano incollati.

Perché il virtual try-on conta per un e-commerce di moda?

Conta perché il dubbio su come starà un capo è la causa principale dei resi nella moda. Secondo un sondaggio McKinsey tra aziende dell’abbigliamento, il 70% dei resi nasce da vestibilità o stile che non convincono il cliente.

Lo stesso studio indica un tasso di reso del 25% per l’abbigliamento venduto online, contro il 20% medio. Anche i clienti lo confermano. Google ha rilevato che il 59% degli acquirenti online è rimasto deluso da un capo perché addosso era diverso da come se lo aspettava, e il 42% non si sente rappresentato dalle foto dei modelli.

C’è poi tutto quello che non arriva nemmeno al reso. Il tasso medio di abbandono del carrello è del 70,22%, calcolato da Baymard Institute su 50 studi. Non tutti gli abbandoni dipendono dal dubbio sul capo, ma ogni incertezza tolta prima del pagamento lavora su quel numero.

Il 70% dei resi nell’abbigliamento nasce da vestibilità o stile, il tasso di reso online è del 25%, il 59% degli acquirenti è rimasto deluso da un capo. Fonti McKinsey e Google

Il virtual try-on aumenta davvero le vendite?

I casi pubblicati mostrano aumenti concreti, ma vanno letti con attenzione. Nel caso di Rebecca Minkoff raccontato da Shopify, chi interagiva con un prodotto in 3D era il 44% più propenso ad aggiungerlo al carrello, e chi lo vedeva in realtà aumentata era il 65% più propenso a ordinare.

Due avvertenze da imprenditore a imprenditore. Primo, quel caso riguarda borse in 3D e realtà aumentata, non la prova su foto di un vestito. Secondo, chi usa uno strumento del genere è spesso già più interessato all’acquisto, quindi il confronto con chi non lo usa tende a gonfiare il risultato. Questi numeri dicono che la direzione è giusta. Quanto rende nel tuo store lo scopri solo misurandolo sul tuo catalogo.

Quali tipi di virtual try-on esistono?

Esistono tre famiglie principali, e cambiano per tecnologia, costo e prodotti a cui si adattano. Per un e-commerce di abbigliamento la prova su foto con AI generativa è oggi la più adatta, perché funziona con le foto del catalogo che hai già.

TipoCome funzionaDove funziona meglioCosa serve allo store
Realtà aumentata con fotocameraSovrappone il prodotto all’immagine live del clienteOcchiali, trucco, gioielli, scarpeModelli 3D dei prodotti
Modello 3D o avatarIl cliente ruota il prodotto o lo vede su un avatarBorse, accessori, arredoScansioni o modelli 3D
Foto generata con AICrea un’immagine realistica del cliente con il capo addossoAbbigliamentoLe foto prodotto del catalogo

Basta un virtual try-on, o serve anche una personal shopper?

Da solo, un virtual try-on risponde a “come mi sta questo capo”, ma non a “quale capo dovrei scegliere”. È un camerino senza commessa, dove il cliente sceglie un capo e si arrangia.

In negozio la vendita la fa la commessa. Chiede l’occasione, il budget, i colori che il cliente ama, poi propone un look completo e solo alla fine lo manda in camerino. Online questo passaggio di solito manca, e un chatbot di assistenza non lo sostituisce, perché risponde su spedizioni e resi ma non consiglia un outfit.

Anche Shopify sta spingendo in questa direzione e descrive la personal shopper AI come un agente che aiuta il cliente a scegliere in conversazione. I primi dati sono incoraggianti. McKinsey riporta il caso di un gruppo lifestyle che, con un assistente allo shopping basato su AI generativa, ha visto le conversioni crescere fino al 20%.

È l’idea da cui nasce Camille. Ascolta il cliente come farebbe una commessa, consiglia l’outfit scegliendo solo dal tuo catalogo, in base a occasione, budget, colori e figura, e alla fine glielo fa provare con il virtual try-on. La prova virtuale diventa la conclusione di una consulenza, non una funzione a sé.

Come si integra un virtual try-on in uno store Shopify?

Su Shopify si integra con un’app dallo Shopify App Store, senza toccare il tema e senza scrivere codice. Con Camille, per esempio, installi l’app, la provi in anteprima solo per te sul tuo catalogo e poi decidi chi la vede.

Le modalità sono quattro. Solo l’amministratore, i clienti con un tag, i clienti con un account oppure tutti. Il pulsante “Prova con Camille” compare anche nelle schede prodotto. Camille legge il catalogo, ma non vede ordini, pagamenti o dati personali dei tuoi clienti. Per WooCommerce stiamo sviluppando un plugin.

Quanto costa un virtual try-on per un e-commerce?

Dipende dal modello di prezzo. Molte soluzioni hanno un canone mensile, altre si pagano a consumo per ogni prova generata.

Camille funziona a crediti, senza canone mensile, con fatturazione tramite Shopify. All’installazione ricevi 300 crediti gratuiti. Poi puoi acquistare pacchetti una tantum da 500 crediti a 19 $ (circa 70 simulazioni di outfit), 1.500 crediti a 49 $ (circa 170) o 3.500 crediti a 99 $ (circa 500). Paghi solo quello che usi.

Da dove partire con il virtual try-on?

Il modo più semplice per capire se il virtual try-on fa per il tuo store è provarlo sul tuo catalogo, in privato, prima di mostrarlo ai clienti. Così misuri l’effetto sui tuoi prodotti e decidi tu quando aprirlo a tutti.

Installa Camille gratis su Shopify oppure mettila alla prova sul nostro store demo.


Paolo è CEO di Instamark S.r.l. e fondatore di Camille, l’app che porta una personal shopper AI negli e-commerce di moda. Scrive di tecnologia, conversioni e strumenti per vendere di più online.

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